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Diario
12 giugno 2009
ANALISI DI UN VOTO
COME RIPARTIRE
Durante le mie due campagne elettorali, svolte in prima persona e con la compagnia di qualche amica e pochissimi soldi, mi sono sentita lodare in più di un’occasione dai cittadini per la mia capacità, moralità e competenza. Perfetta per essere classe dirigente, esponente politico o consigliere comunale. Ma….c’era spesso un “ma”. Molti aggiungevano: “…ma sai ho un figlio disoccupato e ho promesso di votare “quello lì” che mi ha dato..o mi ha promesso…”. A queste imbarazzanti ammissioni seguiva sempre la frase: “…ma spero che tu ce la faccia perché tu te lo meriti”. Evviva la sincerità, qualcuno lo dice, tanti no. Gli effetti reali di questo legittimo pensiero ci sovrastano.
Tante volte ho criticato questo atteggiamento degli elettori, capaci di lamentarsi di un sistema perverso e antimeritocratico e, allo stesso tempo, di alimentarlo, più o meno consapevolmente. Pur sapendo, credo, che chi è abituato ai cambi di casacca, chi pratica sistemi ai limiti dell’illecito, chi sostiene la politica dei grandi e piccoli favori, non promette ad uno solo, ma a tanti. Con questo non voglio dire che tutti coloro che ricevono consenso navigano in queste torbide acque, ma tante, troppe volte è così. E la condizione della nostra Italia ne è la testimonianza più trasparente.
Ho riflettuto su questo aspetto antropologico degli italiani, e sono arrivata a comprendere le enormi responsabilità della politica, e dei partiti, negli ultimi 15 anni. Una responsabilità grave: di non essere stata in grado, o peggio di non aver voluto, spezzare questa catena, rompere sistemi arruginiti, contrastare i personalismi e le clientele, negare i favoritismi diffusi, veicolare valori alternativi. Tutto questo per alimentare un consenso, virtuale perché legato a piccoli fattori contingenti, alla soddisfazione di tanti piccoli interessi, locali e nazionali. E nel centrosinistra i numeri di questo consenso sono sotto gli occhi di tutti.
Si odiano i raccomandati, e si cerca la raccomandazione; si urla contro i voltagabbana, e li si elegge; si parla di merito, e si chiede il favore; si auspica la collegialità, e si pensa a sé. La responsabilità forse è scritta nel dna degli italiani, ma è sottoscritta dalla politica odierna. Il centrosinistra e i partiti fondatori del PD non sono esenti da questa responsabilità.
Come ricominciare? Coraggio, speranza e lungimiranza. Sono tre parole che il PD, se vuole risorgere, dovrà tenere sempre nella propria agenda, facendo tabula rasa dei vecchi schemi, delle tattiche più o meno segrete del proprio gruppo dirigente e facendo i conti con la verità.
Coraggio. Ci servirà nel compiere le scelte di oggi, da fare subito, senza paure, reticenze e antiche riserve. Il coraggio di cambiare, rompendo gli schemi, superando con decisione i vincoli dati da traghettatori di tessere e di voti, archiviando le logiche spartitorie dei big delle preferenze, rinnovando linguaggio, modalità comunicative, rapporto con i cittadini e cambiando, assieme a questi elementi, volti e nomi del panorama politico.
Speranza. Senza speranza non c’è visione, e la politica deve essere in grado di interpretare una visione, conoscendo obiettivi e strumenti adatti, e di disegnare una società migliore, promuovendo le idee buone, aggiornando i metodi, alimentando il merito e offrendo la speranza di una collettività. Chi crederà che il proprio figlio, con studio, impegno e rispetto delle regole, potrà avere ciò che merita, se chi si candida a guidare la società non applica al proprio interno la meritocrazia? Chi sarà credibile nel lottare contro i privilegi e per le pari opportunità se nel proprio percorso ha alimentato l’ambiguità? Non so se ci sarebbe tanta e tale competizione per conquistare un seggio in ogni luogo se questo fosse vissuto come un servizio alla collettività, se fosse un aggravio di fatica aggiunto al proprio lavoro e agli impegni familiari. Perché non pensare a togliere indennità e prebende almeno ai livelli di impegno politico minimo, quelli che possono essere svolti al pari di un volontariato alla Caritas?
Lungimiranza. Siamo in grado oggi di guardare oltre gli interessi del singolo o di piccoli gruppi, immaginando che il PD possa offrire l’esempio di una nuova visione del futuro e che possa veicolare valori e proposte, superando per un po’ le legittime ambizioni di qualcuno? Certo, se saremo in grado di fare proposte vere e credibili, senza il timore di scontentare questa o quella categoria, o peggio questo o quel piccolo leader, e se saremo in grado di avventurarci su terreni poco battuti per sperimentare nuove forme di aggregazione, guarderemo al futuro con l’orgoglio di avere tentato tutto senza perdere di vista l’obiettivo: migliorare il Paese che lasceremo ai nostri nipoti.
E io sono convinta che dall’opposizione, e soprattutto lontani dai luoghi del potere, si può e si deve accarezzare la lungimiranza.
2 giugno 2009
Andiamo a votare!
Tante persone sono deluse dalla politica e purtroppo siamo tutti vittima di una crisi economica che rende la vita quotidiana una corsa ad ostacoli. La società in cui viviamo è afflitta da una crisi anche valoriale e recuperare fiducia sembra difficile.
Tanti pensano di concretizzare questo umore non andando a votare, e in parte li comprendo, ma nella realtà dei fatti questa scelta produce un solo effetto: che le cose restino come sono o che peggiorino. Perchè gli altri, quelli che si recheranno alle urne, sceglieranno e i criteri con cui lo faranno saranno i più diversi, legittimi e non, ma saranno loro a decidere.
Certo, se l'aumento significativo dell'astensione provocasse un tale sussulto di coscienza nella classe dirigente attuale da far scaturire un ripensamento del modo di fare politica, delle priorità, dei comportamenti, del linguaggio, allora forse varrebbe la pena. Ma francamente credo poco in questo sussulto di coscienza e voi?
Ritengo più utile, invece, per chi vuole davvero cambiare qualcosa iniziando dalle piccole scelte e non dai massimi sistemi (su cui è molto più difficile intervenire per il cittadino comune), ANDARE A VOTARE, scegliendo in piena coscienza chiedendosi chi sono e quali caratteristiche hanno coloro che si assumono la responsabilità di rappresentare tutti noi.
ANDARE A VOTARE senza farsi condizionare da promesse e strumentalizzazioni. Ma LIBERAMENTE, IN PIENA COSCIENZA, SCEGLIENDO LE PERSONE CHE CI SEMBRANO PIU' MERITEVOLI. Solo così FAREMO UN PICCOLO PASSO affinchè il MERITO diventi il criterio di selezione dei nostri rappresentanti e sia il principale strumento di selezione nella società, da applicare a ciscuno di noi e a tutti i gangli vitali della collettività.
2 giugno 2009
Appuntamento
Serate in piazza con Marco Alessandrini accompagnato da 'Nduccio Un tour per le piazze più popolate della città per ascoltare le
esigenze dei cittadini e spiegare come continuare a far
crescere Pescara, accompagnato dalle risate e le battute di
'Nduccio.
Calendario prossimi incontri:
- Martedì 2 giugno, ore 21.30. Piazza dei Gesuiti - Mercoledì 3 giugno, ore 21.30. Via Aldo Moro - Giovedì 4 giugno, ore 21.30. Piazza Unione
Vuoi avere più informazioni? Clicca qui e segui su Facebook!
pd
alessandrini
pescara
| inviato da Francesca Pescara il 2/6/2009 alle 13:31 | |
13 maggio 2009
LAVORI IN CORSO
Oggi passeggiata al mercato sulla strada parco di Pescara con una mia amica a distribuire materiale elettorale.... Le persone sono molto demotivate e le capisco.... non si fidano più di nessuno perchè negli ultimi anni la personalizzazione della politica ha contribuito a svuotare di contenuti ideali i partiti.
Ma una responsabilità ce l'hanno anche i cittadini che devono avere la forza e il coraggio di cambiare! Questo potere è solo nelle loro mani. E per questo mi arrabbio quando mi si chiede quale favore posso fare!
pd
elezioni
pescara
comune
| inviato da Francesca Pescara il 13/5/2009 alle 13:22 | |
16 aprile 2008
Elezioni Pescara. Grazie
Cari amici, le elezioni a Pescara si sono finalmente concluse con un successo per il Sindaco Luciano D'Alfonso che per fortuna ha vinto al primo turno con un buon risultato del PD.
Io non sono stata eletta ma voglio comunque ringraziare tutti coloro che mi hanno dato fiducia: tutte persone che conosco, tutte persone che hanno scelto limpidamente, tante donne che, pur pressate in maniera spesso "discutibile" da alcuni candidati, hanno preferito nel segreto dell'urna scegliere una donna. E' nelle mani delle persone così il futuro del PD. Nonostante il favore, la clientela, la raccomandazione, l'aiutino, dominino ancora la scena, sono felice di aver incontrato tante persone così, e di essere stata scelta da loro.
Qualche rammarico. Persone che si fingono amiche ma che alle spalle cercano di farti barcollare, persone che per servilismo e incapacità di dire la propria a voce alta dicono una cosa e ne fanno un'altra.
Rimpianti? No. Forse avrei potuto scegliere una campagna elettorale, meno discreta, più "aggressive", meno seriosa e più "luculliana", ma per il resto sono a posto con la mia coscienza: non ho mentito ad alcuno, non ho illuso la gente disperata con false promesse, ho scelto.
Mi sarebbe piaciuto vedere un Consiglio Comunale che rispecchiasse di più le tendenze del Partito Democratico e che mettesse in evidenza il rinnovamento generazionale, che pure è in atto, e che vedesse una maggiore presenza di donne: Sono solo tre le donne elette e l'età media di questo consesso sarà tra i 50 e i 60 anni. Ma noi barcolliamo ma non molliamo! :) GRAZIE DAVVERO A TUTTI!!
Ad maiora Francesca
elezioni
pescara
| inviato da Francesca Pescara il 16/4/2008 alle 20:25 | |
5 aprile 2008
Dalle donne per le donne
L'incontro a Pescara con Livia Turco, il 5 aprile.


pd
pescara
donne
livia turco
| inviato da Francesca Pescara il 5/4/2008 alle 20:0 | |
23 febbraio 2008
30 idee per Pescara europea, dinamica e creativa
partito democratico
pescara
| inviato da Francesca Pescara il 23/2/2008 alle 15:43 | |
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